L’incarico non è una formalità commerciale. È la mappa del rapporto con il committente: definisce quale risultato professionale viene affidato, con quali informazioni, entro quali limiti e con quale corrispettivo.

Otto punti da rendere leggibili

  1. Identità delle parti e immobile o intervento interessato.
  2. Oggetto, fasi e singole prestazioni comprese.
  3. Attività escluse e professionisti specialisti necessari.
  4. Documenti che deve fornire il committente.
  5. Compenso, criteri di calcolo, spese e anticipazioni.
  6. Acconti legati a fasi verificabili, non soltanto al risultato finale.
  7. Tempi professionali distinti dai tempi di enti e terzi.
  8. Sospensione, recesso, uso degli elaborati e gestione delle varianti.

Pagare per fasi rende visibile il lavoro

Rilievo e accesso agli atti, fattibilità, progetto, autorizzazioni, esecutivi e direzione lavori producono risultati differenti. Collegare ogni acconto a una consegna evita che mesi di attività vengano anticipati dallo studio e rende chiaro l’avanzamento anche al cliente.

Equo compenso: verificare quando si applica

La legge n. 49/2023 disciplina l’equo compenso nei rapporti professionali che rientrano nel suo ambito. Non sostituisce però un incarico preciso: prima della firma vanno controllati soggetto committente, prestazioni, parametri pertinenti e clausole.

Fonti ufficiali

Leggere il testo vigente.

Legge sull’equo compensoL. 49/2023 · Normattiva ↗Compenso e informazione al clienteD.L. 1/2012, art. 9 · Normattiva ↗

Questa guida non è un modello contrattuale né consulenza legale. L’incarico va adattato al caso concreto.